Helixphi

Il volto delle donne: quando dentro la bellezza c’è una coscienza

Si nasce con un genere, un volto donne e uomini e una coscienza maschile o femminile e il nostro compito di esseri umani dovrebbe essere quello di trasformare la nostra natura di persona. In tal caso si parla di evoluzione delle coscienze. Si considera eclatante l’innovazione, ma oggi lo è, e non di meno, anche l’evoluzione delle coscienze, cioè quel passaggio di stato, che fa di una persona un nuovo soggetto: l’essere. Un essere non è semplicemente una persona evoluta, ma è un qualcosa di diverso che quindi si inquadra come assolutamente straordinario rispetto allo stato odierno.

L’altro volto delle donne

Diventare esseri umani completi e complementari è un percorso evolutivo complesso che inizia con l’affiorare della coscienza, quando la volontà viene sollecitata dall’intelligenza emotiva a scegliere il bene, invitandoci così ad un primo riconoscimento della bellezza.

Questo percorso sentimentale ed estetico è il necessario trampolino di lancio per quelle conquiste che oggi consideriamo “sovra umane” a cui già i cantori del dolce stil novo, dell’amor cortese e dei romanzi del Graal ci hanno instradato.

Più viviamo, più sperimentiamo la bellezza, più siamo in grado di riconoscerla nel tempo, nello spazio, nei pensieri e nelle azioni. Molte donne, attraverso le epoche, sono diventate l’emblema di un certo tipo di splendore, tanto che ognuna a suo modo ha brillato di luce propria.

Basti pensare ad alcune figure della letteratura come Giulietta Capuleti, la magnifica eroina della tragedia shakespeariana, che incarna purezza e forza, dolcezza e tenacia, pronta a tutto, persino alla morte, pur di cedere ai compromessi che venivano imposti alla sua coscienza.

La stessa Olivia Hussey, l’attrice che le dà il volto nel magnifico capolavoro di Zeffirelli, ne incarna tutte le caratteristiche che la contraddistinguono secondo la magica penna di Sir William Shakespeare: pelle rosea, lineamenti sottili, movimenti soavi e leggeri che includono un’idea di bellezza e grazia, luce e splendore che coabitano in una coscienza forte, così forte da preservale da corruzione.

Anche l’irriverente e bellissima Rossella O’Hara, nata dalla mente di una più recente English  novelist, Margaret  Mitchell, definita essa stessa una american rebel, ha dato vita ad uno stereotipo di donna forte e coraggiosa che ha fatto della sua auto-affermazione il leading target della sua esistenza.

La bellezza e la coscienza

La bellezza e il coraggio di questi due modelli letterari, sono in  un certo modo un’anticipazione della nuova idea di bellezza che oggi ci affascina e ci unisce intorno alle donne contemporanee che fanno della salvaguardia delle coscienze, una ragione di vita.

Basti pensare a Chow Hang Tung , classe 1985, avvocato e Hong Kong activist per i diritti umani, arrestata di nuovo a dicembre 2023 per essere stata una delle promotrici della veglia in memoria dei fatti accaduti in piazza Tienanmen nel lontano ‘89.

Hang Tung rischia 22 mesi di carcere per violazione della legge sulla sicurezza nazionale per la sua attività pro-democrazia.

Una mente bellissima la sua, un’anima capace di volare in alto e mettere in moto i meccanismi per l’emancipazione delle coscienze. Emancipazione non è semplice attivismo o aggressione fisica o intellettuale. Emancipazione diviene allora il rifiuto volontario di compromettere la propria coscienza in rispetto ad un ideale di bellezza e forza superiori a cui l’essere umano pare istintivamente tendere.

A questo processo inarrestabile sta dando il suo contributo anche Manahel Al- Otaibi, la ventinovenne istruttrice di Fitness arrestata un anno e mezzo fa e ad oggi sotto accusa per aver pubblicato su Snapchat un selfie in cui non indossava l’abaya (abito tradizionale saudita) e per aver manifestato a favore dei diritti delle donne e l’abolizione del tutorato maschile sulle loro vite.

La forza e l’impeto straordinario di questo modo di percepire la vita non dà via di scampo a chi se lo porta dentro. Nati per credere, osare, perseverare, affinché la ruota del mondo giri con forza e coraggio verso l’evoluzione delle coscienze

Il ruolo delle donne nella diffusione delle competenze digitali

Anche le candidate per Inspiring fifty  remano in questa direzione e le cinquanta donne più influenti nel mondo della tecnologia del nostro paese, stanno facendo la differenza sulla diffusione delle competenze digitali tra i giovani e i professionisti. Questa iniziativa europea premia coloro che sono state in grado di creare dei role  model ispirando le donne nei settori della tecnologia e dell’imprenditoria.

Cosa aspettarsi per il futuro

Sembra che oggi i modelli di coraggio, forza e bellezza stiano convergendo verso la donna facendone sempre di più emergere il cui ruolo cruciale nello sviluppo delle coscienze. Ecco che oltre ai modelli ispirazionali la donna ha oggi anche un ruolo reale nello sviluppo delle coscienze non secondario in nulla a quello dell’uomo, con pari dignità e pari responsabilità.

Infatti oggi è ormai quasi palese che senza il lato femminile, lo sviluppo evolutivo delle coscienze è monco, irrisolto, e quindi da scartare perché non porta all’essere.

Ecco che in tal senso gli esempi femminili hanno una responsabilità immensa sulle nuove generazioni in quanto completano la visione d’insieme insegnando a ragionare, per coltivare  idee sempre migliori in un terreno reso sempre più fertile.

Non è il prima o il dopo a contare ma la profondità ed il modo accurato ed autentico con cui la coscienza vive ogni singola esperienza e la preserva da violazioni. Ci accorgeremo allora che così vissuta non potrà non racchiudere al suo interno un concetto di bellezza più alto, ampio ed evoluto.  

La nuova idea di bellezza si legge già sul volto delle donne

Stiamo parlando di una nuova idea di bellezza che smuove le coscienze e non la sensualità. Una bellezza che prevede un passaggio obbligato in cui chi la sperimenta, perché non ne è stato sedotto, ma ha scelto. Scegliere significa quindi intervenire sulla realtà personale impegnandosi concretamente ed attivamente con azioni libere da subdole compromissioni.

Le nostre Jo Squillo e Sabrina Salerno lo avevano anticipato nel 1991 suggerendoci già allora che la capacità di vedere oltre le gambe è sempre nell’occhio di chi guarda!

Grazie a tutte quelle donne che si sono messe in gioco, a quelle che tengono stretto in mano il timone della vita, senza perdere lo sguardo dall’obiettivo, resistendo alle intemperie come alle facili lusinghe, e a tutte coloro che sono ogni giorno carezza e roccia, guida e strada, buon cammino e buon 8 marzo.

A cura di: Paola Margheriti e Serena Castrini

Carrello
0
    0
    Carrello
    Carrello vuotoTorna allo Shop
    Torna in alto